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[Home Costituzione Italiana Lo stato dell’Educazione civile in Italia]
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Costituzione Italiana
[ 11/04/2023 di Giorgio Pizzol 0 Commenti ]

Lo stato dell’Educazione civile in Italia

Chi non va a votare tradisce la Costituzione

Il 16 gennaio 2022 si sono svolte le elezioni per l’assegnazione del seggio alla Camera dei deputati nel Collegio uninominale Roma 1, rimasto vacante dopo l’elezione di Roberto Gualtieri a sindaco della Città. Si è recato alle urne soltanto l’11 per cento degli aventi diritto.

Si tratta, ovviamente, di un caso limite e tuttavia il fatto appare un indicatore inequivocabile della progressiva caduta negli italiani del senso delle istituzioni. La tendenza descritta, peraltro, è confermata nelle elezioni degli ultimi 30 anni.

La disaffezione al voto non è che uno dei sintomi della caduta del senso delle istituzioni. Crediamo si possa dire che gli italiani sono sempre prontissimi a reclamare a gran voce il rispetto dei loro diritti, ma non vogliono sentir parlare dell’adempimento dei loro doveri.

In questa sede, chi scrive vorrebbe tentare di individuare le cause del fenomeno sopra descritto e, nello stesso tempo, indicare qualche possibile rimedio.

Si tenterà qui di portare qualche contributo sul punto, partendo dall’osservazione che il testo della Costituzione italiana rappresenta di per se stesso uno strumento impareggiabile per la formazione della coscienza civile dei cittadini.

Cominceremo dall’articolo 54 che recita : “Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi. I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge”.

Partiamo dalla seconda parte. Le funzioni pubbliche devono essere adempiute con disciplina e onore. Tra queste la più importante per l’educazione dei cittadini è la “Pubblica istruzione”. Il suo esercizio spetta all’apposito Ministero e al Corpo insegnante.

La Costituzione italiana non è mai entrata nelle scuole italiane

Ai titolari di questa funzione spetta dunque, il dovere di predisporre i mezzi, e i programmi di studio che consentano agli studenti di ogni ordine e grado, di ottenere un’adeguata conoscenza della Costituzione.

In base all’esperienza personale, chi scrive ritiene di poter dire che, salvo lodevoli rarissime eccezioni, la Costituzione italiana non è mai entrata nelle scuole del nostro Paese.

Una grossa parte di responsabilità nel problema in esame va dunque attribuita ai titolari della funzione della Pubblica istruzione. Ma il compito di far conoscere la Costituzione spetta anche ad altre importantissime componenti della società italiana.

La responsabilità del Media: Editori, Direttori, Giornalisti

Chiunque comprende che il compito in esame spetta in misura assai rilevante a coloro che hanno il potere di disporre dei mezzi di informazione e di comunicazione di massa. I così detti “Media”, soprattutto la stampa e le emittenti radio-televisive.

Chiunque può constatare che Editori, Direttori, Giornalisti , specialmente negli ultimi 30anni, non solo non hanno diffuso la conoscenza della Costituzione, ma si sono impegnati in vere e proprie campagne denigratorie delle Istituzioni costituzionali. Hanno fatto opera di disinformazione e indotto l’opinione pubblica a pensare che la Costituzione approvata dall’Assemblea costituente nel 1947 non sarebbe adeguata alle esigenze della società italiana attuale. Costoro hanno parlato di Costituzione solo per dire che essa andava cambiata. Si potrebbe dire, perciò, che i Grandi media invece che osservare il dovere di fedeltà alla Costituzione dettato dall’articolo 54 lo hanno clamorosamente e sistematicamente violato.

La Responsabilità del Cittadino comune

Un’ultima considerazione. I cittadini comuni, che non hanno cariche pubbliche e non hanno il potere di usare i mezzi di informazione, potrebbero pensare di non essere responsabili della propria ignoranza in materia di Costituzione.

Questo modo di pensare è totalmente sbagliato. Crediamo sia giusto rilevare che anche questi cittadini, se facessero un attento esame di coscienza, comprenderebbero da soli che non possono sentirsi esenti da responsabilità.

Osserviamo. Ogni cinque anni si svolgono le elezioni politiche per il rinnovo delle Camere. Ogni cinque anni per il rinnovo dei Consigli regionali e comunali. Quindi, poiché le scadenze quinquennali non coincidono, almeno ogni due anni e mezzo ogni cittadino italiano maggiorenne, maschio o femmina, viene chiamato ad esprimere il suo voto, per la scelta delle cariche pubbliche nazionali e locali.

Per quanto poco un cittadino possa sapere sulla Costituzione, egli non può non sapere che ha il diritto e il dovere di votare. E che soltanto quei cittadini che egli avrà scelto votando saranno quelli cui saranno affidate le funzioni pubbliche di cui parla l’articolo 54. Quindi, se egli avrà scelto cittadini che non rispettano l’articolo in parola, sarà anch’egli corresponsabile dell’inadempimento.

In conclusione, della mancata osservanza dell’articolo 54 sono responsabili tutti i cittadini italiani che, dal 1948 a oggi, sono andati a votare. E hanno scelto, col loro voto o non voto, i loro rappresentanti nelle pubbliche istituzioni.

Resta il fatto che, oggi, la stragrande maggioranza degli italiani ignora colpevolmente la Costituzione italiana. E ignorandola, non apprende l’ottima educazione civile che essa impartisce e prescrive.

Se questa situazione perdurerà, gli italiani resteranno sempre educati male o male educati. E ciò non promette niente di buono per la nostra Patria.

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Giorgio Pizzol

Giorgio Pizzol (1942) Insegnante di lettere, avvocato, pubblicista, giudice di pace. Sindaco di Vittorio Veneto dal 1975 al 1982. Senatore della repubblica dal 1987 al 1992. Ha pubblicato: tre saggi sul problema della conoscenza: "Uno e Molteplice" (1990); "Pensiero del limite e limite del pensiero" (1998); il Pensiero Riflessivo (2024) e due raccolte di liriche: "Le stagioni del presente" (1993); "Versi sciolti" (2023). Ha fondato la rivista “Dia Logo” (1992) Utopia: un mondo nel quale gli uomini possano capirsi parlando semplicemente.

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